Al Museo Nivola la mostra "Appunti per un parco incompiuto" : focus sul Palasport di Nuoro

A cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Concettina Ghis

05/10/2021
Arte
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Il Museo Nivola è lieto di presentare la mostra Appunti per un parco incompiuto, l'ultimo progetto di Alterazioni Video. Mostra che sarà possibile visitare negli spazi espositivi del museo oranese dal 30 ottobre 2021 al 13 febbraio 2022.

Dal 2006 il collettivo Alterazioni Video lavora a Incompiuto, un progetto incentrato, nella sua prima fase, sulla mappatura e geolocalizzazione di 696 opere incompiute sparse sul suolo italiano, strutture architettoniche iniziate e mai completate, sovvenzionate con fondi pubblici.

Incompiuto entra ora nella seconda fase, che prevede una serie di cambiamenti di destinazione d'uso delle architetture. Lasciate strutturalmente inalterate come monumenti del presente, queste dovrebbero diventare luoghi polifunzionali di aggregazione della cittadinanza per attività culturali e sportive all'aperto, come parchi, giardini, auditorium, teatri.

È il Palasport di Nuoro, scenografica rovina persa nella campagna, oltre le ultime propaggini urbane, il protagonista della mostra al Museo Nivola. Partito alla fine degli anni Novanta, appaltato nel 2012, il progetto è stato definitivamente archiviato nel 2017: quello che ne rimane è una foresta di piloni mozzi in cemento armato, una mastodontica porta d'ingresso, una spianata arida circondata da mucchi di detriti e vegetazione spontanea.

Alterazioni Video propone di ribaltare in positivo il fallimento, trasformando in parco il cantiere abbandonato. Ci invita a "baciare il rospo", a riappropriarci della rovina sgraziata e negletta accettandola e utilizzandola.

Il collettivo celebra l'incompiuta in un film - centro dell'intervento al Museo Nivola - che si sviluppa su due piani narrativi paralleli: quello dell'incontro tra i personaggi all'interno della finzione cinematografica, a tratti surreale e magica, in cui il tempo sembra essersi fermato, e quello delle riprese sul set teatro di questi incontri, che riporta a una realtà e a un presente in divenire.

Nel Palasport si muovono vari personaggi: il visionario guardiano di un campeggio che ha scoperto come viaggiare nello spazio-tempo, una giovane tiktoker persa tra i rovi, due turisti musicisti americani e un geometra rabdomante, insieme ad altre comparse (i ragazzi del paese, un pastore, le forze dell'ordine). Ogni personaggio incarna alcuni dei caratteri descritti da Alterazioni Video nel Manifesto dell'Incompiuto: bellezza e terribilità (la tiktoker e il guardiano), il passato impacciato e corrotto che smarrisce la diritta via (il geometra rabdomante), il pubblico che, come il coro nelle tragedie greche, diviene parte attiva del processo di trasformazione del luogo (i turisti musicisti che suonano tra le rovine), la comunità locale (i ragazzi del bar).

La porta d'ingresso del Palasport, unico spazio coperto del sito, che i personaggi attraversano per viaggiare nello spazio-tempo, diventa la soglia multidimensionale che collega tra loro i vari incompiuti sparsi per l'Italia, come in un unico grande parco archeologico dell'incompiuto, espressione del pensiero visionario e magico dei progettisti.

Con questo film Alterazioni Video racconta l'Incompiuto attraverso una nuova chiave interpretativa. Il fenomeno è esplorato nella sua complessità per mezzo di una pluralità di registri, da quello epico  (le gesta eroiche della bella contro la bestia) a quello fiabesco (il Palasport vuole diventare parco come il burattino aspira a diventare bambino), a quello realistico-documentaristico (the making of Palasport Nuoro).

Il  linguaggio cinematografico mescola i classici (La tempesta di Shakespeare, con il Palasport/isola che trova il suo Calibano nella figura del guardiano), il Pasolini tragicomico de La Ricotta (i doppi piani narrativi, la finzione e le riprese sul set reale, ma anche la tiktoker che mangia le scorte di cibo del guardiano), il neorealismo alla Youtube che incontra gli stereotipi dello spaghetti western e della fantascienza.

Le sonorità ricavate dal ferro delle armature di cemento del Palasport formano la colonna sonora del film, realizzata in collaborazione con Travis McCoy Fuller e Rudi Fischerlehner.

Accompagna il progetto al Museo Nivola un'installazione realizzata da Alterazioni Video nell'aeroporto di Olbia, visibile nell'area arrivi fino al febbraio 2022.

 

 

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