OLZAI. La serrata dei bed and breakfast per non pagare la Siae

Resiste il b&b di Barbara Azuni, ma l'offerta ricettiva è ormai ridotta a sei posti letto

Giangavino Murgia
14/05/2015
Attualità
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OLZAI. Prosegue a Olzai la serrata dei bed and breakfast a seguito delle richieste di pagamento dei «diritti di esecuzione musicale», inviate dalla Siae per la presunta detenzione di apparecchi sonori e video-sonori (TV).

Alla fine di aprile, aveva chiuso i battenti il b&b di Giuseppe Saccu. Questa settimana, anche Giuseppina Atzori ha cessato l'attività saltuaria di alloggio e prima colazione del suo b&b "Da Peppina". La signora Atzori, pensionata, aveva messo a disposizione dei vacanzieri tre camere da letto, ma anche lei ha preferito chiudere l'attività per non pagare la Siae e il canone speciale Rai.

Dei tre bed and breakfast aperti nel 2012 nel caratteristico centro storico di Olzai, è rimasto in funzione solo "I Limoni" di Barbara Azuni, con sei posti letto: l'unico alloggio aperto al pubblico del paese

Una sconfitta per tutti nell'ambito dell'offerta turistica locale, per l'assenza di altre strutture ricettive autorizzate al pernottamento di villeggianti. In questo pittoresco paese della Barbagia (dove non mancano pregevoli attrazioni culturali e turistiche) non esistono, infatti, hotel, locande, affittacamere o campeggi. Falliti anche i tentativi di realizzare un albergo diffuso, pur in presenza di innumerevoli abitazioni vuote e abbandonate nei rioni storici.

In questo desolante contesto, resiste coraggiosamente la titolare del b&b "I Limoni". Barbara Azuni, 32 anni, casalinga, anziché abbandonare l'attività ricettiva come gli altri due ex colleghi olzaesi, ha sollevato pubblicamente il problema del pagamento dei diritti Siae chiedendo un parere legale alla Regione (link).

Alla lettera della giovane Barbara Azuni del 21 aprile scorso, si è aggiunta un'interrogazione dei consiglieri regionali Arbau, Azara, Ledda e Perra (link) sulla grave situazione in cui si sono venuti a trovare i titolari di bed and breakfast, soprattutto quelli con sede nei piccoli paesi dell'interno della Sardegna.

La questione fondamentale, riguarda l'accertamento della legittimità impositiva di questi canoni statali, poiché la Siae sembra aver inquadrato l'attività saltuaria dei B&B fra i «pubblici esercizi» soggetti al canone previsto dall'art. 58 della Legge n. 633 del 22 aprile 1941: una disposizione legislativa speciale sulla protezione dei diritti d'autore, risalente all'epoca fascista.

Invece, secondo il parere più che fondato di Barbara Azuni «la normativa nazionale appare discordante con i principi sanciti dalla più recente Legge regionale n. 27 del 1998 (Disciplina delle strutture ricettive extra alberghiere), per mancanza dei requisiti di imprenditorialità e professionalità da parte dei titolari dei bed and breakfast che svolgono, come risaputo, un'attività a carattere saltuario. Principi inequivocabilmente ribaditi nelle "Linee guida per l'esercizio saltuario dei b&b" approvate nel 2013 dalla Giunta regionale».

«Per quanto riguarda il pagamento dell'ulteriore canone speciale televisivo – conclude Azuni – non si comprende il motivo per cui la Siae e la Rai non applicano ai titolari dei b&b la deroga prevista dall'art. 15 della stessa Legge n. 633/1941, visto che non è considerata pubblica la diffusione della musica entro la cerchia ordinaria della famiglia».

Si attende pertanto una risposta dell'assessore regionale del turismo Francesco Morandi, sia alla lettera inviata da Barbara Azuni sia all'interrogazione consiliare n. 364 del 27 aprile scorso, anche per evitare inutili contenziosi amministrativi, il proliferare dei fenomeni di abusivismo nel settore dell'ospitalità e, nei casi più estremi, la chiusura di altri bed and breakfast perseguitati dalla Siae.

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